CIBI E BEVANDE

 

 

 

Dalla sopravvivenza alle problematiche culturali

 

 

 

Quasi giornalmente veniamo sottoposti ad informazioni complesse, gradevoli o spiacevoli, interessanti o noiose, spesso contrastanti. In particolare, nel settore dell’alimentazione giornali, stampati o video-trasmessi, alternano le immagini terribili della fame e delle carestie presenti nei Paesi del Terzo o Quarto mondo alle discussioni di esperti di cucina e gastronomia.

 

 

 

 

Non volendo noi entrare in una discussione sociologica, storica  e politica della fame nel mondo, vogliamo soffermarci su un aspetto sempre più evidente nelle società “avanzate”: quello legato al consumo di cibi e bevande. La distribuzione commerciale e la pubblicità offrono un’offerta molto ampia in questo settore. Libri e articoli di giornali, servizi televisivi di cronaca o di approfondimento ci offrono quotidianamente materiale di conoscenza mai avuto prima.

Il consumo alimentare diventa quasi il simbolo più evidente di un’appartenenza etnica o culturale, un modo per riconoscere le proprie radici. Ed anche un modo semplice per avvicinarsi alle radici di comunità o gruppi sociali estranei e noi. In particolare nelle grandi e medie città, ristoranti e supermercati offrono una gamma sempre più ampia di scelte gastronomiche. I prodotti disponibili sono sempre meno legati alle stagioni. Culture lontane si avvicinano a noi tra una “paella” ed un “sushi”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il consumo alimentare – nelle società più ricche – sta passando da  necessità fisiologica insopprimibile a forma simbolica, rituale. Sugli alimenti si proiettano aspettative, stili di vita, forme di socialità (si pensi ai pranzi di lavoro, alle cerimonie nuziali) e tentativi di promozione sociale. E, poiché per ogni cosa che si trasforma  bisogna pagare sempre un prezzo, ecco comparire forme di consumo alimentare che sono causa di preoccupazioni e di sofferenze: anoressia, bulimia, sofisticazioni, ecc.

 

 

 

 

  

 

Sul tema nascono nuovi modi del sapere e dell’agire. Citiamo – solo a titolo di esemplificazione -  la globalizzazione (il Ritzer parla di un “mondo alla Mc Donald”), basata su un consumo diffuso di cibi standardizzati, sostenuti da pubblicità capillari e continue, la cultura dei cibi biologici, l’attenzione alla loro origine e al rispetto dell’ambiente.

 

 

 

In tutte queste trasformazioni, i centri di studio e di cultura sono stati tra i primi a fermare la loro attenzione sul nuovo modo di concepire il rapporto cibo e cultura, cercando di dare a tutti strumenti di conoscenza e di critica adeguati. Le università italiano hanno risposto alle nuove domande di cultura specifica con corsi specifici, seminari e “master”per formare una nuova classe di esperti, capace di dare un contributo mirato alle esigenze del mercato e della società più in generale. In particolare, questa vocazione si è evidenziata in quelle zone con forte caratterizzazione agricola, accompagnata da buoni elementi di cultura specifica agro-alimentare.

In questa direzione si è mosso anche l’Ateneo di Benevento che, primo in Italia, ha attivato un corso di laurea in “economia e gestione delle risorse eno-gastronomiche”, proposto dalla Facoltà di Scienze economiche e aziendali.

 

 

                                                                                               

Una nuova figura professionale farà la sua comparsa nel mondo dei laureati. Avremo presto “dottori” specializzati nella tipicità e nella qualità dei prodotti gastronomici e vinicoli. E il Sannio, con le sue tradizioni in questi comparti produttivi, affiancata da una sostenuta tradizione di storia e di cultura, si sta muovendo con buona prontezza

Anche la scuola secondaria superiore potrà efficacemente fare la propria parte in un settore così innovativo. L’I.T.C. Statale “Rampone” di Benevento già propone ai suoi nuovi iscritti un ramo di istruzione liceale dedicato proprio alla valorizzazione delle risorse economiche del territorio.

 

 

 

Si potrà così operare in sinergia – nei diversi livelli di formazione - per formare un gruppo di esperti capaci di organizzare e guidare la produzione, di valorizzarla, influendo anche sul mercato, orientandone i nuovi sistemi di distribuzione, di vendita, di promozione.

 

 

 

                                                   

 

Ellepi        

Concetta Barricella        

in collaborazione con      

La classe V D 2004/2005